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Judo, lotta e karate: gli infortuni più comuni e come gestirli

Di Simone Ruggieri, fisioterapista · Albo TSRM PSTRP di Roma · aggiornato il 9 ottobre 2026

Negli sport di combattimento si lavora a stretto contatto e con carichi improvvisi: cadute, prese, leve, proiezioni. Per questo certe zone del corpo sono più esposte. Lavoro con le squadre nazionali FIJLKAM di judo, lotta e karate e conosco bene ciò che chiedono questi sport al corpo.

Dove si fanno male più spesso gli atleti

  • Spalla: cadute sul braccio, proiezioni e leve possono stressare l'articolazione e i suoi stabilizzatori.
  • Ginocchio: torsioni e cambi di direzione sotto carico sollecitano legamenti e menisco.
  • Gomito, polso e dita: prese e leve mettono sotto stress le strutture della mano e dell'avambraccio.
  • Collo e rachide cervicale: contatti, cadute e posizioni forzate nei combattimenti a terra.
  • Caviglia: appoggi instabili e spostamenti rapidi.

Come si lavora sul recupero

Il percorso segue le stesse fasi di ogni ritorno allo sport: controllo del dolore, mobilità, forza e controllo, capacità specifiche e rientro graduale. Nelle discipline di combattimento il lavoro specifico include gesti tipici come cadute, prese e spostamenti, introdotti quando il corpo è pronto a sopportarli.

Prevenire è parte del lavoro

Con atleti agonisti e amatori lavoro su forza e stabilità di spalla e collo, controllo del ginocchio nei cambi di direzione, mobilità e gestione del carico tra allenamenti e gare. L'obiettivo è che tu possa allenarti con continuità.

Non solo atleti di alto livello

Quanto vale per un atleta delle squadre nazionali vale per chiunque pratichi judo, lotta, karate o arti marziali, a qualsiasi livello: valutazione precisa, piano su misura, ritorno al movimento senza dolore.

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Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce una visita: ogni situazione va valutata nel caso specifico.

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